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Le parole muovono assieme al tempo, in ogni luogo del mondo e non muoiono.
Quando giungono al silenzio esse sono ancora parole e quando fanno trama e si apprestano a coesistere, sonanti o dissonanti, pur robuste, si spezzano, cadono e si rialzano, marciscono per rinascere e in perenne movimento ci assaltano e lacerano. Ad un punto preciso, con le parole esiste anche la quiete.
Luigi Monteleone

Il rapporto tra parola e musica è un rapporto d'amore.
Ma non solo.
In dinamica conraddizione il loro destino è cercarsi, ritrovarsi, colloquiare, stridere, confondersi.
Rispettare la musica, rispettare la parola, non come due atleti in forsennata ricerca di reciproci primati, ma come due momenti vitali alla ricerca di calore, di esaltazione generosa, di gioia.
Le parole di Luigi Monteleone si scagliano o galleggiano su tessuti sonori, in essi si con-fondono e da essi emergono con prepotenza. Nell'alternarsi di parole crude, forti, violente e parole intime, quasi inconfessabili dell'autore, è racchiuso un luogo (Dolo e la riviera del Brenta) e un tempo (tra il '40 e il '70).
Ironia, realtà, poesia, violenza, le parole sanno dirle.
A questo gioco la musica non si sottrae. Anzi.
Pierangela Allegro

   
             
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