Lo
spettacolo si concentra allora sulla cura che Madre/Albero
dà alle nuove
creature: sui piaceri e le difficoltà che accompagnano
la crescita degli alberini il piccolo spettatore riconosce
se stesso, le proprie paure e gioie, i propri desideri.
Canto dell’Albero utilizza un linguaggio simbolico-evocativo
che affida la narrazione e la comunicazione alla forza
dell’immagine e al suono: la parola c’è,
ma è soprattutto parola poetica.
L’immagine nasce dalla presenza dell’attrice,
dai suoi gesti concreti, quotidiani, dagli oggetti scenici
che insieme alle luci/colore assolvono ad una funzione
narrativa: i 4 elementi reali (terra - aria - acqua
- fuoco) con i quali l’attrice gioca per costruire
i semi e far nascere gli alberi; i 5 prismi di legno
(5 sezioni di terra) dai quali nascono e crescono 5
alberi di specie diversa.
Le luci e i colori segnano lo scorrere del tempo: il
passaggio dal giorno alla notte e i cicli stagionali.
Il suono è il canto della Donna/Albero, ma anche
la voce della natura e della vita.
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