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Canto dell'albero
ispirato a “L’uomo che piantava gli alberi” di Jean Giono La scena in continua trasformazione da città diventa foresta. All’inizio una figura femminile si muove in un luogo deserto, privo di calore. Vorrebbe fare qualcosa per cambiarlo. Ogni azione umana ha una conseguenza sulla natura. L’uomo può far nascere un bosco o lasciare che il deserto domini. È così che la giovane donna decide di far nascere una foresta. Si trasforma ella stessa in albero, in madre natura, quasi sempre benigna, a volte maligna e, avvalendosi di aria, terra, acqua e fuoco, crea i semi, li pianta, fa nascere gli alberi e ne segue la crescita fino ai frutti, sempre attenta ai loro bisogni e ai loro richiami, ma talvolta, per sua natura, li piega sotto il vento e li fa soffrire sotto il gelo. Nei piaceri e nelle difficoltà che accompagnano la crescita degli alberi il piccolo spettatore riconosce se stesso, le proprie paure e gioie, i propri desideri. |
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