Teatro
Carcere è un luogo. Un luogo d’incontro
tra realtà diverse. Un luogo fisico e mentale
di esperienze reciproche.
Un luogo in cui convergono e abitano infinite simbologie.
Cercando una figura mitica di riferimento viene da
pensare al labirinto. Ma non in quanto luogo che intrappola,
che imprigiona, che occulta la creatura che si teme
e che perciò è necessario nascondere.
Non il luogo senza via d’uscita.
Si tratta piuttosto della rappresentazione di un’idea
che il labirinto incarna: il desiderio di ritornare
alla vita dopo la morte. Per dirla in altri termini,
giungere alla consapevolezza di sé dopo un attraversamento
necessario che consenta però di tornare sui propri
passi sani e salvi. |