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Siamo certi che il teatro, arte meno individuale delle altre in quanto prevede una creazione collettiva mettendo in moto energie di relazione, può essere una scoperta affascinante, destabilizzante e provocatoria in un contesto in cui si è portati necessariamente al proprio tornaconto, al proprio affrancamento, alla libertà individuale per sopravvivere.

In un carcere bene non si starà mai. E sarebbe aberrante. Si può tentare di stare un pò meglio. Qualunque cosa aiuti a stare un po’ meglio è necessaria. Partiamo allora dal presupposto che il teatro in carcere sia necessario a chi è dentro, ma anche a chi sta fuori e diamo al Teatro Carcere il senso di questa necessità.

  Pierangela Allegro, Tutto quello che rimane,
  edizioni Eldonejo Padova, 1995

A cura di Cinzia Zanellato

     
   
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