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deForma_09

ideazione e direzione michele sambin
performer musicisti pierangela allegro, alessandro martinello,
alen sinkauz, nenad sinkauz
suoni michele sambin, kole laca
pittura digitale michele sambin

Forma è il limite che consente di poter definire un qualunque oggetto, idea, concetto, sensazione. Deformare è alterare la forma, dare un significato diverso dal reale. In scena una struttura aerea si tende e si trasforma governata dal movimento dei corpi dei performer musicisti. Il movimento converge verso un centro da dove si può far udire. Anche i corpi, in tensione, si trasformano nello spazio tempo dell’azione/reazione.
Questo centro viene anticipato da una loop dichiarazione dell’autore che si doppia in scena con un se stesso di qualche anno fa.
A questo centro fa seguito un tracciato di luce che contorna i corpi e li lascia senza sostanza, senza carne, senza spessore. Puro confine, perimetro a due dimensioni. Il segno luminoso governato dalla mano dell’artista, toglie materia e vita, trasforma i corpi in immagine. Li fa uscire di scena.

La dedica. Una prima versione di deForma abbiamo voluto dedicarla a Teresa Rampazzi. Questo secondo movimento è per Mauricio Kagel, che tanto nostro lavoro per la scena ha formato.

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