Creato
nel luglio 2003 per uno spazio aperto come le mura cinquecentesche
della città di Padova, non ha particolari esigenze
tecniche se non quella di essere allestito in luoghi
suggestivi.
È in forma di percorso per un numero limitato
di spettatori…
"Fra le oscure volte medioevali del Bastione
Santa Croce si combatte una guerra e il pubblico
camminando vi si inoltra, ignaro. Musicisti–soldato
le cui armi sono strumenti musicali e i cui zaini sono
vecchie casse acustiche scivolano nell’oscurità,
compaiono all’improvviso, a torso nudo segnati
con colori di guerra, primitivi o alieni, si rincorrono,
ti urtano, ti sparano addosso i loro decibel distorti;
il pubblico ondeggia smarrito.
Vestita di bianco una voce canta la sua nenia , una
pattuglia intona le voci in un coro disperato, figure
in video si disegnano sulle mura antiche e, finalmente
Ruzante-Sambin si materializza e narra,
da par suo, il terribile racconto del reduce di guerra:
là on son stato io me…" (Giordano
Montecchi) |