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Più de la vita  

di e con Michele Sambin
assolo per voce corpo e strumenti
dalla lettera all’Alvarotto di Ruzante

Un sogno, un viaggio animato da visioni, un affresco di immagini generato da parole che sono suoni e che diventano musica che a sua volta evoca paesaggi,
di un passato che rimane sempre presente.
Questa è per me, la lettera all’Alvarotto di Ruzante. Un testo con cui mi sento
in particolare sintonia, che mi corrisponde.

Ne condivido il senso: un inno alla vita pieno di vitalità, ma attraversato dalla malinconia; l’atmosfera: che è irreale, più vicina al sogno che alla quotidiana realtà; la struttura: che procede per immagini, per quadri metaforici più che
per narrazione; il linguaggio: che è arcaico e raffinato allo stesso tempo,
come una partitura di parole da suonare.

 



00.01.23 - QuickTime

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