Dal 1991 amplia la ricerca sui linguaggi e la ridefinisce mettendo in gioco, oltre agli aspetti visivi e musicali, anche la parola come suono significante, iniziando un percorso di traduzione di autori legati alle proprie radici raggiungendo con questa integrazione un equilibrio tra forma e contenuto.
Fuore de mi medesmo da Ruzante, coproduzione Veneto Teatro, 1991
Dal 1992 inizia un percorso di radicamento sul territorio che procede parallelo alla creazione. In collaborazione con l'Amministrazione Comunale e Provinciale attua il progetto TEATRO CARCERE, un laboratorio permanente con creazione di eventi teatrali realizzato con un gruppo di detenuti del Carcere Due Palazzi di Padova (Tutto quello che rimane, spettacolo e video dagli affreschi di Giotto per la Cappella Scrovegni, Il riso è un segno di festa, Natura Selvatica, spettacolo e video, B.B. omaggio a Bertolt Brecht,
Fratellini di legno da Collodi – premio Enrico Maria Salerno edizione 2000.
Dal 1993 la necessità di esprimersi in nuove collaborazioni porta la compagnia all'incontro con altre realtà siglando forme di coproduzioni sia nazionali che internazionali (I 22 infortuni di Mor Arlecchino con Ravenna Teatro; Douceamer, L'air de L'eau, Il lamento di Arianna e Arcipelago con Theatre Athenor, Francia; Baccanti con Dark Camera).
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