giuliano scabia / tam teatromusica
Nelle parole di Scabia ritorna un mondo imbevuto di vento e di silenzio, di quiete e
di un'anima misteriosa, di animali, uomini, pensieri. "Opera della notte" rimanda allo
stupore di chi non si accontenta di scorgere l'universo - che è kosmos armonioso - rincorrendo
chimere globalizzate o ascoltando telegiornali fatti di nulla.
Presenze misteriose, come fate o camminatori dai piedi luminosi, si confondono
con personaggi e situazioni realistiche con lo stesso statuto di verità. Percorrere
la notte è aprirsi a un vuoto, accedere a quell'atmosfera incantata tra la vita e la morte.
Nelle parole un senso di creazione pervade gli uomini, gli animali e le cose e li rende simili.
Opera della notte performance è dedicata al poeta Andrea Zanzotto.
In scena Giuliano Scabia è accompagnato da
Michele Sambin al violoncello e
Pierangela Allegro, tessiture sonore boschive.
Le riprese filmate e le foto del cavallo sono di Marco Conca
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