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  home / teatrografia / 1984 / se san sebastiano sapesse                

Il suono gradatamente si trasforma assumendo toni di differente intesità, conducendo il protagonista ad essere alternativamente carnefice e vittima di se stesso. Vi si può leggere una feroce autoironia sul rapporto tra esecutore e strumento.

Viene fatta metafora del martirio del giovane che tutta la storia dell'arte dipinge come una delle figure più sensuali della martirologia cristiana, davanti al sadismo perverso dei suoi esecutori.



     
             
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