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Stupor Mundi è anche l'incontro con Federico II che diviene fonte di ispirazione sia in quanto artefice del Castello sia a causa della sua stessa personalità: aperta e rispettosa delle più diverse tradizioni e culture, mecenate nell'arte e nella scienza, amico di letterati e poeti delle diverse religioni: un cultore della bellezza senza confini ideologici.

Questa forma di pensiero aperto corrisponde per noi al pensiero interdisciplinare sull'arte: senza gerarchie i segni dell'arte (siano essi suono o immagine, corpi scenici o parole delle diverse lingue) vengono tessuti insieme in un'unica composizione, offerta allo sguardo dello spettatore il quale durante il percorso sceglie, in base alla propria sensibilità, un personale livello di lettura.

     
             
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